Una farmacia pienamente integrata nella rete delle cure e una professione più unità, autorevole e capace di contribuire al governo della sanità. Questo il quadro emerso dal confronto svoltosi nel corso della XIII edizione di FarmacistaPiù, il Congresso dei farmacisti italiani. L’evento, promosso da Federfarma, Fondazione Francesco Cannavò e Utifar, con il patrocinio di Fofi e Enpaf, si è chiuso il 5 novembre a Roma con un nuovo patto intergenerazionale e con l’impegno a perseguire una formazione adeguata alle responsabilità presenti e future.
La due giorni ha posto al centro una questione decisiva per il futuro del Servizio sanitario nazionale: non basta approvare riforme e ampliare le competenze professionali. Occorre creare le condizioni affinché le innovazioni producano benefici effettivi, uniformi e misurabili per i cittadini. Da qui il lavoro dei quattro Tavoli Tematici che hanno caratterizzato la XIII edizione del Congresso, concepiti come luoghi di partecipazione, confronto e costruzione di proposte.
Tra i temi affrontati, la necessità di consolidare la Farmacia dei servizi. “Il DM77 è uno strumento che ho sempre condiviso – ha dichiarato Marco Cossolo, presidente nazionale di Federfarma –, ma c’è un pezzo mancante, quello che va dalla Casa di comunità al cittadino. Quel pezzo può essere colmato proprio dalla farmacia”. “La farmacia deve gestire la cronicità, cercando di tenere il paziente al domicilio e facendo in modo che, attraverso l’aderenza alla terapia e il monitoraggio, non si aggravi la sua condizione”. E per raggiungere questo obiettivo sono fondamentali “la collaborazione tra i professionisti sanitari e l’omogeneità dei servizi sul territorio, con le farmacie che devono aderire il più possibile al progetto”.
Il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, ha sottolineato la necessità di migliorare i modelli organizzativi. “In questo senso, la farmacia ha un ruolo fondamentale per i servizi che può erogare e per la possibilità di fare da ponte tra le strutture centrali e il territorio, come dimostra la scelta di far tornare in farmacia alcune classi di medicinali precedentemente dispensate esclusivamente a livello ospedaliero”. In questo modo, secondo Gemmato, “si favorisce l’accesso al farmaco e si evitano i costi associati al riacutizzarsi di patologie croniche”.
“FarmacistaPiù è un momento di incontro fondamentale per coordinare le iniziative prese a livello centrale con il territorio – ha dichiarato Andrea Mandelli, presidente della Fofi - e dai tavoli tematici sono arrivati spunti importanti che dobbiamo elaborare e recepire. Uno su tutti, il tema della comunicazione perché il farmacista in farmacia non si limita più a dispensare medicinali, ma presta servizi e avvicina il cittadino alla prevenzione.”
Luigi D’Ambrosio Lettieri, presidente della Fondazione Francesco Cannavò, ha sottolineato la novità della XIII edizione, ovvero i quattro tavoli tematici. “Se l’obiettivo del congresso era l’inclusività, la pluralità delle esperienze generate dai quattro tavoli e la ricchezza del confronto hanno portato all’individuazione di proposte condivise e concrete, che a loro volta hanno aperto la strada a responsabilità individuali e collettive che auspichiamo possano anche avvicinarci un po' di più e meglio ai risultati che si intende perseguire”.
Eugenio Leopardi, presidente dell’Utifar, ha analizzato le varie esigenze emerse nel corso dei tavoli, a partire dalla mancanza di una vera e propria carriera nella professione del farmacista. “Bisognerebbe trovare una sinergia su questo aspetto – ha spiegato –, puntando magari sulla formazione”. Il tutto, guardando sempre alla sostenibilità della farmacia. “Lo Stato ha investito tanto in questa rete di presìdi, ma non tutte le regioni hanno speso i soldi destinati alla sperimentazione della farmacia dei servizi. L’obiettivo deve essere rendere omogenee le attività su tutto il territorio nazionale”.
Il presidente dell’Enpaf, Maurizio Pace, si è soffermato sull’importanza di coinvolgere l’Ente nel dibattito che ruota attorno all’evoluzione della farmacia. “Una professione diventa attrattiva quanto più lo sono i pilastri della previdenza, del welfare e dell’assistenza, da integrare in una logica di condivisione del percorso. L’Ente è presente nel suo ruolo. Lo è e continuerà ad esserlo. Il nuovo percorso della farmacia va irrobustito e la Cassa sta mettendo a disposizione la sua linea di politica di programmazione”.