Disinformazione, la farmacia diventa guida per la comunità con il progetto PROMETEO
Anche i farmacisti coinvolti nell’iniziativa dell’IRCCS Azienda Ospedaliero Universitaria di Alessandria come presidio del territorio contro fake news e infodemia grazie a prebunking e ascolto sociale
La farmacia rappresenta da sempre un presidio fondamentale di prossimità per le cittadine e i cittadini e per la tutela della salute pubblica e, in un contesto segnato dal sovraccarico informativo e dal rischio costante di fake news, i farmacisti assumono un ruolo centrale. Ecco, dunque, il senso del loro coinvolgimento come “community leader” per rendere la farmacia guida della comunità nella corretta informazione sanitaria all’interno di PROMETEO, il progetto dell’IRCCS Azienda Ospedaliero - Universitaria di Alessandria, promosso attraverso il Dipartimento Attività Integrate Ricerca e Innovazione (DAIRI), con il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo.
I farmacisti, infatti, erano presenti all’evento di lancio del progetto, tenutosi nell’ambito del programma di iniziative collaterali del Festival delle Medical Humanities organizzato dal Centro Studi Cura e Comunità di DAIRI.
PROMETEO, acronimo di PRomozione di un MOdello di citizen sciEnce per la ricerca sanitaria partecipaTa e l’empOwErment sciEntifico della comunità, nasce per sviluppare e sperimentare un modello di citizen science applicato alla ricerca clinica partecipata. Il progetto promuove un fondamentale cambio di prospettiva: il cittadino e il paziente non sono più solo destinatari della ricerca, ma diventano partner attivi, portatori di domande, esperienze e competenze preziose per riavvicinare la scienza alla vita reale.
Una delle linee portanti dell’iniziativa è dedicata all’alfabetizzazione scientifica e alla comunicazione. L’obiettivo è offrire strumenti concreti per orientarsi tra notizie e contenuti scientifici in un’epoca in cui media digitali e infodemia rendono difficile distinguere le fonti autorevoli dalle bufale. In questo percorso, i farmacisti – insieme a cittadini, studenti delle scuole secondarie, insegnanti, professionisti sanitari, lavoratori, pensionati e referenti di associazioni – sono chiamati a diventare community leader: punti di riferimento in grado di trasferire alla propria comunità le competenze per smascherare i trucchi della disinformazione e rafforzare il legame di fiducia tra ospedale, ricerca e territorio.
Durante l’incontro di presentazione sono stati illustrati i dettagli e le fasi del percorso, che prevede una formazione gratuita sul prebunking (la tecnica per riconoscere in anticipo i meccanismi della disinformazione), incontri con giornalisti e divulgatori scientifici, questionari di monitoraggio e iniziative di diffusione delle conoscenze. Come evidenziato dalle linee guida dell’OMS, i community leader avranno il compito di condividere il sapere acquisito con la popolazione secondo una logica
di trasmissione tra pari.
All’evento sono state presentate anche le prime “Scintille”, il gruppo di leader locali pronti ad attivarsi sul territorio. “Anche una piccola scintilla può accendere un fuoco duraturo” è infatti il motto ispirato a Prometeo che accompagnerà l’intero cammino formativo.