PharmEvolution 2026, oltre il 90% delle farmacie rurali eroga servizi. Il punto dal convegno Sunifar
Le farmacie rurali sono attive nel fornire servizi al cittadino: su 872 presidi che hanno risposto al questionario promosso dal Sunifar, il 91,7% ha dichiarato di offrire almeno una prestazione, soprattutto misurazione della pressione e servizi di telecardiologia quali elettrocardiogramma (Ecg) e holter cardiaco e pressorio. I risultati dell’indagine sono stati presentati sabato 10 ottobre a PharmEvolution 2026, nell’ambito del convegno “Il valore della prossimità. La farmacia rurale per i cittadini, gli operatori, le istituzioni”, organizzato dal Sindacato dei farmacisti rurali.
L’analisi restituisce la fotografia di una rete capillare, in grado di supportare il Servizio sanitario nazionale nel portare la sanità “sotto casa”, anche nelle aree più remote del Paese. Uno sforzo che è stato portato avanti anche grazie ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), al quale ha avuto accesso circa una farmacia su due, soprattutto per implementare i servizi di telecardiologia.
Rispetto ai servizi attivi, il 94% delle farmacie che li erogano effettua misurazione della pressione, l’81% esegue Ecg, l’80% e il 78% hanno attivi, rispettivamente, holter cardiaco e holter pressorio. Servizi di screening, servizio Cup e analisi del sangue capillare sono forniti, invece, da circa tre farmacie rurali su quattro. Quasi una farmacia rurale su due somministra vaccini (43,5%) e una su quattro (26,9%) esegue monitoraggio dell’aderenza della terapia. Ancora poco diffusa la televisita, attiva solo in una farmacia su 10.
Tra gli ostacoli alla piena implementazione dei servizi in farmacia, gli spazi insufficienti, come riferisce quasi il 60% del campione, evidenziando la necessità di approfondire a livello territoriale quali servizi sono compatibili con i locali disponibili e quali adeguamenti sono necessari. Diversi gli spunti offerti alla governance: la necessità di consolidare l’offerta cardiovascolare e il raccordo con la rete sanitaria, approfondire le condizioni per ampliare vaccinazioni e monitoraggio dell’aderenza e raccogliere in modo strutturato i dati delle prestazioni erogate, per valutare l’utilizzo effettivo dei servizi e l’impatto sulla sanità.
“Siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalla spinta ai servizi emersa da parte delle rurali”, ha commentato Gianni Petrosillo, presidente Sunifar. “Sebbene il 48% delle farmacie abbia ricevuto aiuti dal Pnrr, il restante 52% ha comunque avviato i servizi con investimenti propri, a conferma del grande impegno per fornire risposte di salute in territori dove spesso la farmacia rappresenta l'unico presidio della sanità territoriale”.
Per il presidente di Federfarma Sicilia e ideatore dell’evento, Gioacchino Nicolosi, le farmacie rurali “sono l’asse portante della farmacia italiana. I farmacisti rurali vivono spesso in territori disagiati, una condizione che pesa anche sulle loro famiglie. Che ci mettano tutto il cuore, l’impegno e la volontà possibili, emerge anche da questa ricerca che vede le farmacie rurali in prima fila nell’erogazione dei servizi”.