Sanità, Ssn promosso per gli esiti di salute, ma manca equità. Il report Gimbe

Sanità, Ssn promosso per gli esiti di salute, ma manca equità. Il report Gimbe

08.10.2026


Il Servizio sanitario nazionale continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. La panoramica sullo stato di salute del Servizio sanitario arriva dal 9° Rapporto della Fondazione Gimbe, presentato mercoledì 7 ottobre alla Camera dei Deputati, a Roma. All’incontro era presente, tra gli altri, Michele Pellegrini Calace, segretario nazionale di Federfarma.

Il Rapporto analizza i finanziamenti destinati al settore e le ricadute su accessibilità alle cure, Livelli essenziali di assistenza e personale sanitario, con un confronto internazionale tra Italia e Paesi del G7. Tra i punti di interesse, il dato sulle rinunce alle cure: nel 2024, oltre 5,8 milioni di italiani, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite ed esami, rispetto al 7,6% del 2023. Di questi, circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi di attesa. Rispetto ai Lea, aumentano Regioni e Province autonome adempienti, che passano da 13 a 18. Nonostante ciò in sei Regioni “formalmente adempienti”, una parte dei cittadini incontra difficoltà nell’accesso alle cure.

“A quasi 48 anni dall’istituzione del Ssn – ha dichiarato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe -, il diritto alla tutela della salute rimane fondamentale sulla Carta, ma è sempre meno esigibile nella vita reale. Il Servizio sanitario continua formalmente a funzionare, ma perde progressivamente la capacità di garantire cure accessibili a tutti, mettendo a rischio il patto sociale tra cittadini e istituzioni”.

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