Futuro della sanità, Pietropoli: “Importante prevedere collaborazione tra professionisti della salute”
Affinché il Servizio sanitario nazionale risponda alle nuove esigenze di salute dei cittadini, garantendo innovazione, equità e sostenibilità, “la riforma deve prevedere una riorganizzazione delle cure e dare la possibilità ai professionisti sanitari di interfacciarsi e collaborare, ciascuno in base alle proprie competenze, per la presa in carico del paziente condivisa e multidisciplinare”. Lo ha dichiarato Claudia Pietropoli, componente del Consiglio di presidenza di Federfarma nazionale e presidente di Federfarma Rovigo, intervenendo alla XIII edizione della Summer School – “La salute “Glo-cal”. L’innovazione dal mondo global alle realtà locali”. L’evento si è tenuto a Gallio, in provincia di Vicenza, dal 16 al 18 settembre e ha visto la partecipazione, tra gli altri, del presidente di Federfarma Veneto, Andrea Bellon, che ha illustrato il modello regionale delle vaccinazioni, che ha permesso di ampliare la copertura in particolare tra la popolazione fragile.
Nel suo intervento sulla riforma del Ssn del Ddl delega 2026, Pietropoli ha sottolineato che la priorità per rispondere alle nuove esigenze di cura e assistenza è “salvaguardare l’universalità del Ssn. Negli ultimi anni il dibattito sulla sanità territoriale si è concentrato soprattutto sulla realizzazione di nuove strutture e sul potenziamento dei servizi. È un passaggio importante, ma da solo non basta. Occorre una nuova organizzazione e razionalizzazione dei percorsi assistenziali e di cura: definire come i diversi professionisti collaborano, quali attività competono a ciascuno e come garantire continuità nell’assistenza al paziente, tenendo conto dei nuovi bisogni di salute che nascono da una popolazione che invecchia e che è sempre più interessata dalle cronicità”.
In questo scenario si inserisce il ruolo chiave della farmacia. “Il rafforzamento dell’assistenza territoriale passa anche dalla piena integrazione delle farmacie nei percorsi di cura. L’inserimento delle farmacie in un sistema integrato consente di superare la frammentazione delle esperienze e di collegare i servizi erogati sul territorio ai percorsi assistenziali del Ssn, favorendo la collaborazione con le altre strutture sanitarie del territorio e con gli altri professionisti della salute”.
“Una sanità più vicina è anche più sostenibile per i cittadini e per le famiglie – ha concluso Pietropoli -. Poter effettuare un esame o accedere a una televisita nella farmacia sotto casa riduce gli spostamenti verso strutture lontane e il carico organizzativo sui caregiver, soprattutto quando devono assistere persone anziane o non autosufficienti. In questo senso va anche il trasferimento di alcune classi di farmaci utilizzate nelle terapie di malattie croniche, come il diabete, alla distribuzione presso la farmacia sotto casa”.