Farmacisti a partita IVA, la pronuncia della Corte d’Appello di Ancona sulla natura del rapporto di lavoro

Farmacisti a partita IVA, la pronuncia della Corte d’Appello di Ancona sulla natura del rapporto di lavoro

24.09.2026


La Corte d’Appello di Ancona, con la sentenza n. 231/2026, ha riconosciuto come subordinato il rapporto tra una società titolare di farmacia e alcune farmaciste assunte formalmente come lavoratrici autonome. Federfarma esamina la pronuncia in una circolare, soffermandosi sulle conseguenze per le farmacie che si avvalgono di professionisti a partita IVA.

La decisione si basa sulle modalità di svolgimento dell’attività. Le farmaciste svolgevano mansioni analoghe a quelle del personale dipendente, partecipavano alla turnazione per la copertura degli orari di apertura e avevano un monte ore settimanale prestabilito. Dovevano inoltre comunicare le assenze e seguire le indicazioni della società su prezzi, sconti, offerte e fornitori.

Per la Corte, questi elementi dimostravano che le professioniste erano inserite nell’organizzazione della farmacia e soggette al potere direttivo della società. È stata quindi ritenuta fondata la richiesta dell’INPS di recuperare i contributi dovuti per il lavoro subordinato.

La sentenza conferma che, nell’impiego di farmacisti a partita IVA, la forma del contratto non è sufficiente: l’autonomia deve emergere anche dal modo in cui il rapporto di lavoro si svolge. In caso contrario, la farmacia si espone al rischio di riqualificazione del rapporto, con conseguenze contributive e sanzionatorie.

Per approfondire, leggi la circolare su www.federfarma.it

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