Servizi in farmacia e indennità di residenza, la Sardegna investe sulla sanità territoriale
Il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato, ad agosto, i provvedimenti relativi alla Farmacia dei Servizi e all’indennità di residenza per le farmacie rurali. I provvedimenti, inseriti nell’assestamento di bilancio della Regione, “sono un risultato importante, atteso da tempo, che rappresenta un riconoscimento concreto del ruolo che le farmacie svolgono quotidianamente all’interno del sistema sanitario regionale, soprattutto nei piccoli centri e nelle aree più periferiche dell’Isola”, ha commentato, in una nota, l’Unione regionale di Federfarma.
Come ampiamente dimostrato nelle altre regioni, la Farmacia dei Servizi può aiutare a rafforzare la sanità di prossimità, consentendo alle farmacie di offrire ulteriori prestazioni e servizi ai cittadini e contribuendo a ridurre la pressione sulle altre strutture del Servizio sanitario regionale. Allo stesso modo, il riconoscimento e il rafforzamento dell’indennità di residenza costituiscono un intervento fondamentale per sostenere la presenza delle farmacie nei comuni più piccoli e nelle zone rurali e disagiate: “Mantenere una farmacia aperta in questi territori – prosegue la nota - significa garantire un presidio sanitario essenziale, spesso l’unico realmente accessibile quotidianamente dalla popolazione”.
Federfarma Sardegna ha quindi espresso “un sincero ringraziamento alla Presidenza della Regione, all’Assessorato della Sanità, al Consiglio regionale della Sardegna e a tutti i consiglieri che hanno sostenuto questi importanti provvedimenti, riconoscendo il valore strategico delle farmacie per la tutela della salute dei cittadini sardi. L’approvazione non deve essere considerata un punto di arrivo, ma un nuovo punto di partenza. Ora sarà necessario proseguire il lavoro per dare piena attuazione alla Farmacia dei Servizi, garantire tempi certi e procedure chiare e continuare a sostenere le farmacie rurali, affinché nessun cittadino sardo, indipendentemente dal comune in cui vive, sia privato di un presidio sanitario fondamentale”.