Stada Health Report 2026, resta elevata la fiducia nei professionisti sanitari

Stada Health Report 2026, resta elevata la fiducia nei professionisti sanitari

09.07.2026


Il farmacista e il medico di medicina generale restano il punto di riferimento del cittadino nelle decisioni relative alla salute, mentre l’intelligenza artificiale è utilizzata sempre più spesso per svolgere attività amministrative. Sono tra i dati che emergono dallo Stada Health Report 2026, un’indagine indipendente e rappresentativa condotta in 20 Paesi europei - Italia compresa - che ha analizzato la soddisfazione dei cittadini europei nei confronti dei sistemi sanitari.

In Europa, la soddisfazione resta al 56%, in linea con il 58% registrato nel 2025 e che conferma la fase di stallo degli anni post-pandemia. Alla domanda sulle principali sfide sanitarie nel proprio Paese, il 67% degli intervistati ha indicato la carenza di operatori sanitari e i conseguenti lunghi tempi di attesa. Anche l’accesso a un’assistenza sanitaria a prezzi accessibili è a rischio: il 43% lo ha indicato come una delle principali preoccupazioni, insieme all’invecchiamento della popolazione e alle patologie croniche (56%).

In questo contesto, i cittadini stanno assumendo un ruolo più attivo nella gestione della propria salute. Il 78% si sente ben preparato a prendersi cura di sé e l’85% utilizza uno o più strumenti – dai fitness tracker ai dispositivi di misurazione domestica – per monitorare la propria salute. In linea con questa crescente autonomia in materia di salute, l’IA è entrata nell’uso quotidiano: il 55% degli intervistati la utilizza in relazione alla propria salute, ma resta alta la fiducia verso il medico di medicina generale (77%) e i farmacisti (57%), che sono il principale punto di riferimento nelle decisioni relative alla salute.

Commentando i risultati del Report, Peter Goldschmidt, CEO STADA, ha dichiarato: “Anche tra coloro che sono più aperti all’IA, la richiesta è di supporto, non di sostituzione. Le farmacie sono uno dei punti di contatto più accessibili e affidabili che la maggior parte degli Europei ha con il proprio sistema sanitario – e la domanda non è se cambieranno, ma come evolveranno in hub che uniscono competenze umane, velocità e capacità di estensione degli strumenti digitali.”

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