Vaccinazioni in farmacia, la Fip inserisce l’Italia tra i modelli internazionali di riferimento
L’esperienza italiana rientra tra i modelli di riferimento nell’ambito dell’implementazione delle vaccinazioni in farmacia, una delle strategie dimostratesi efficaci per aumentare le coperture vaccinali e avvicinare la popolazione in modo equo a questa attività di prevenzione primaria. Con l’obiettivo di rafforzare questo servizio in tutto il mondo, la International Pharmaceutical Federation (Fip) ha ripreso, nel documento Country case studies on pharmacy-based vaccination: Key learnings from seven countries, sette casi studio nazionali, compreso quello italiano, che dal 2021 prevede la possibilità per il farmacista, adeguatamente formato, di somministrare i vaccini in farmacia.
Il capitolo dedicato al “caso Italia” è stato redatto con il contributo di Federfarma, a cura dell’Ufficio Rapporti Internazionali, e analizza diversi aspetti: dal quadro normativo alla formazione, dal finanziamento della misura alla registrazione delle vaccinazioni, fino ai fattori chiave di successo e agli ostacoli. A livello normativo, il documento riprende le principali tappe che hanno portato al superamento della fase emergenziale, che ha consentito di avviare in modo strutturale il servizio di vaccinazioni antinfluenzali e anti-Covid, in prima battuta. C’è poi un riferimento alla Legge di Bilancio 2026, che ha consolidato l’attività di vaccinazione in farmacia, introducendo misure di finanziamento e contribuendo alla piena integrazione della vaccinazione in farmacia nell’assistenza territoriale del Servizio Sanitario nazionale (Ssn).
Tra i vantaggi vi sono la possibilità di contare su una rete di oltre 20mila presidi capillarmente distribuiti sul territorio, nonché l’elevata fiducia dei cittadini nelle farmacie, che supera l’85% secondo l’Eurobarometro. Il sistema Italia, oltre alla normativa chiara, può fare affidamento anche su un sistema di formazione continua che garantisce l’aggiornamento e la standardizzazione delle competenze. Questo quadro, secondo quanto evidenziato nel documento, “apre le porte alla progressiva espansione dei servizi sanitari in farmacia nel campo della prevenzione”. Tra gli ostacoli, invece, il documento fa riferimento alla frammentazione regionale, con conseguenti differenze a livello di tipologia di vaccini somministrabili e di digitalizzazione dei sistemi, con la conseguenza di una mancata interoperabilità. In ultimo, si cita la necessità di investire nella logistica e nell’informazione ai cittadini per dar loro la possibilità di rivolgersi in autonomia alla farmacia per ricevere le vaccinazioni.