Sanità, le raccomandazioni della Commissione Ue nell’ambito del Semestre europeo

Sanità, le raccomandazioni della Commissione Ue nell’ambito del Semestre europeo

06.06.2026


La Commissione europea chiede all'Italia di completare la digitalizzazione e l'interoperabilità del sistema sanitario, ridurre le prescrizioni eccessive, in particolare di farmaci ed esami diagnostici, e dare piena attuazione al piano di gestione delle liste d'attesa. Le indicazioni sono contenute nelle raccomandazioni formulate nell'ambito del Semestre europeo, il ciclo di coordinamento delle politiche economiche e di bilancio dell'Unione europea che si svolge ogni anno nel primo semestre.

Dopo aver raccolto il quadro generale della situazione dei diversi Stati membri, in primavera, la Commissione europea pubblica le raccomandazioni di politica economica per ciascun Paese, con l’obiettivo di coordinare gli sforzi per arrivare a tre obiettivi fondamentali per ogni Stato: adottare riforme che portino a crescita economica e a maggiore occupazione, realizzare politiche di bilancio sostenibili per la finanza pubblica e in linea con il Patto Ue di stabilità e crescita e prevenire squilibri macroeconomici.

Il quadro italiano ha restituito una situazione di difficoltà per il sistema sanitario, con un accesso all’assistenza peggiorato negli ultimi anni, soprattutto per le liste d’attesa sempre più lunghe e le spese a carico dei pazienti che superano in modo significativo la media europea. Inoltre, si registrano notevoli disparità territoriali nell’erogazione dell’assistenza sanitaria, nonché carenza di personale. Secondo la Commissione, l’attuazione della riforma sanitaria territoriale del 2022 dovrebbe proseguire garantendo il completamento e la messa in funzione delle strutture previste, unitamente alla piena implementazione di sistemi sanitari digitali interoperabili e a un finanziamento costante per la telemedicina e i servizi di assistenza domiciliare. Inoltre, la riforma sanitaria territoriale dovrebbe essere integrata da ulteriori politiche mirate a garantire effettivamente un accesso equo all’assistenza sanitaria nelle aree interne del Paese.

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