Per otto genitori su dieci, la farmacia di comunità emerge come un nuovo canale di prossimità e fiducia per ricevere la vaccinazione contro il papillomavirus umano (HPV). Lo evidenzia l’indagine “I tumori da HPV: paure, atteggiamenti, comportamenti e strategie di prevenzione”, realizzata dall’Istituto Piepoli per conto di MSD Italia. Dalla ricerca emerge che, quando si parla di vaccinazione anti-Hpv, il medico resta il principale punto di riferimento, ma sempre più italiani si mostrano propensi a ricevere il vaccino in farmacia.
I dati raccolti mostrano come l’82% dei genitori e l’80% degli uomini intervistati siano favorevoli a ricevere la vaccinazione contro l’Hpv in farmacia. A fare la differenza sono soprattutto l’accessibilità in termini di orari di servizio e la capillarità sul territorio. Nelle Marche, la vaccinazione anti-HPV in farmacia è già una realtà molto apprezzata dai cittadini. “Sono circa 120 le farmacie nella Regione che somministrano questa tipologia di vaccino, oltre agli altri autorizzati – dichiara a FederfarmaNEWS Marco Meconi, presidente di Federfarma Marche -. Il servizio è in fase sperimentale ed è gratuito, molto apprezzato soprattutto per ricevere le dosi successive alla prima e nelle aree più remote, dalle quali i cittadini hanno più difficoltà a raggiungere i centri vaccinali”. Al di là della possibilità di vaccinare direttamente in farmacia, “molto importante è l’attività di consulenza verso i genitori – conclude Meconi -, che hanno un grande rapporto di fiducia con il farmacista in farmacia e si fidano molto del suo consiglio. È chiaro che se in farmacia si può somministrare il vaccino, al consiglio si aggiunge la possibilità di prenotarlo e riceverlo in tempi rapidi e in modo agevole.”