Cosmofarma 2026, la gestione del dolore al centro del Convegno di Fondazione Rava
Il monitoraggio dell’aderenza alla terapia e il rinvio al medico in caso di dolore ingestibile sono alcuni degli interventi chiave che vedono il farmacista impegnato nella gestione del dolore in farmacia, un bisogno che quotidianamente si presenta al banco. E di dolore si è parlato al convegno promosso dalla Fondazione Rava nell’ambito di Cosmofarma Exhibition 2026. L’incontro dal titolo “La dimensione biopsicosociale del dolore: strumenti per il farmacista nella lettura e gestione del paziente con dolore” si è tenuto venerdì 8 maggio ed è stato l’occasione per approfondire due aspetti chiave: la fisiopatologia e l’impatto psicosociale.
Dal punto di vista strettamente fisiopatologico, la farmacia può fornire al cittadino indicazioni per la gestione corretta della terapia, in termini di dosaggi, eventi avversi e potenziali interazioni tra farmaci. Ma in farmacia il farmacista incontra quasi quotidianamente il paziente che convive con il dolore ed è in grado di intercettare quei casi che necessitano di una consulenza specialistica, da indirizzare al medico di medicina generale o ai centri di Medicina del dolore o al neurochirurgo.
In questo contesto è estremamente rilevante trasmettere al farmacista la consapevolezza dell’aspetto sociale della gestione del dolore. Lo ha ricordato Emanuela Ambreck, responsabile dei progetti sanitari della Fondazione Rava: “Il farmacista è sentinella sul territorio di tantissime situazioni di disagio e fragilità”.
Elena Vecchioni, presidente di Federfarma Verona, ha sottolineato come la scelta della Fondazione Rava di dedicare un focus a questo argomento nasca dalla consapevolezza che si tratta di una condizione di disagio che il farmacista intercetta ogni giorno. “Nell’evoluzione della farmacia, che sta assumendo una nuova identità e cerca sempre più di prendersi carico del paziente – ha affermato – occuparsi del dolore significa anche prendersi cura delle fragilità che emergono quotidianamente sul territorio”.