Rapporto Cittadinanzattiva, Cossolo: “Orgoglioso del lavoro delle farmacie”

Rapporto Cittadinanzattiva, Cossolo: “Orgoglioso del lavoro delle farmacie”

30.04.2026


“Sono orgoglioso delle farmacie che hanno accolto positivamente la richiesta di implementare dei servizi e che si sono organizzati per erogare determinate prestazioni, per il bene dei cittadini”. Lo ha dichiarato il presidente nazionale di Federfarma, Marco Cossolo, intervenendo alla presentazione dell’VIII Rapporto annuale sulla farmacia, che si è tenuta a Roma, mercoledì 29 aprile. L’indagine, curata da Cittadinanzattiva con la collaborazione di Federfarma e il contributo non condizionante di Teva, ha rilevato che circa 12.500 farmacie, sulle 19mila capillarmente diffuse sul territorio, offrono prestazioni nell’ambito della farmacia dei servizi; “dati incontrovertibili – ha sottolineato Cossolo – che dimostrano come tutti possano organizzarsi e che i servizi si trovano anche nelle aree più remote del Paese e non solo in centro città”.

Il presidente di Federfarma ha aggiunto che ci sono ancora degli aspetti da implementare: “È necessario integrare pienamente le farmacie nella rete dei professionisti sanitari territoriali, in modo da assicurare una reale ed efficace presa in carico del paziente, soprattutto di quello cronico. La farmacia dei servizi, che dovrebbe tornare a chiamarsi semplicemente Farmacia di comunità, è nata nel 2009 – ha ricordato -, con una delle norme forse più trasversali della seconda repubblica”.

“Con Cittadinanzattiva condividiamo l’obiettivo di analizzare i bisogni dei cittadini e l’evoluzione della farmacia sul territorio. I dati di questa edizione del Rapporto confermano che la farmacia è oggi un presidio riconosciuto sia a livello istituzionale, sia dai cittadini, che sempre più ne utilizzano le prestazioni. Occorre ora rendere questo modello pienamente operativo e omogeneo su tutto il territorio nazionale, rafforzando la collaborazione soprattutto con i medici di medicina generale, per garantire un accesso equo e una risposta sempre più efficace ai bisogni di salute di tutti i cittadini, compresi coloro che vivono nelle aree più remote del Paese”.

Secondo Cossolo, infine, anche l’educazione al paziente sull’importanza dell’utilizzo dei farmaci equivalenti “può essere considerata un ulteriore servizio del farmacista in farmacia da valorizzare: spiegare al cittadino, con competenza, che il farmaco equivalente è paragonabile a quello di marca significa far risparmiare il paziente e lo Stato”.

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