Testo unico farmaceutica, ok dei mmg a riforma: più collaborazione con le farmacie
Il Ddl delega per il riordino della legislazione farmaceutica prevede, tra le varie cose, “una necessaria integrazione tra operatori sanitari e farmacisti” ma esiste una legge, la 502 del 1992, che “richiama in maniera esplicita la collaborazione interprofessionale tra medici di famiglia, pediatri di libera scelta e farmacisti”. Ma questa norma “è stata poco applicata. Ora, è opportuno il richiamo dell’articolo della legge 502 nell’articolo 3 del Ddl delega, affinché i decreti attuativi ne diano esplicita attuazione attraverso modalità concrete”. Così il vicesegretario nazionale della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), Alessandro Dabbene, intervenuto, martedì 31 marzo, in audizione in Commissione Igiene e Sanità del Senato, nell’ambito dell’esame del Ddl delega per il Testo Unico della legislazione farmaceutica, promosso dal sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato.
Dabbene ha sottolineato che i medici di medicina generale vedono “con grande interesse” la riforma della legislazione farmaceutica e il riordino della normativa: “I medici di medicina generale sono i maggiori prescrittori di farmaci sul territorio e sono favorevoli a rendere accessibile e prescrivibile qualunque terapia in modo che sia semplice, sicura e appropriata. Medici e farmacisti – ha aggiunto - sono professionisti che sul territorio lavorano nella stessa filiera, da una parte la prescrizione e dall’altra la dispensazione del farmaco, ma i punti di incontro non sono ben coordinati”. Da qui la proposta di dare esplicita attuazione alle norme sulla collaborazione interprofessionale.