Ritiro farmaci in case di comunità, sospeso servizio dopo il No di Federfarma e Ordine farmacisti Bergamo

Ritiro farmaci in case di comunità, sospeso servizio dopo il No di Federfarma e Ordine farmacisti Bergamo

31.03.2026


La Asst di Bergamo Ovest ha tempestivamente sospeso il servizio di ritiro dei farmaci oncologici presso le Case di comunità del territorio, a seguito della segnalazione inviata da Federfarma Bergamo e dall’Ordine dei farmacisti della provincia lombarda, a firma dei rispettivi presidenti Andrea Raciti e Davide Petrosillo. “La Asst ha accolto subito la nostra segnalazione e ha fissato un incontro, anche in considerazione della stretta collaborazione che caratterizza da sempre il nostro reciproco operato”, ha dichiarato Petrosillo a FederfarmaNEWS.

La vicenda era stata ripresa dalla stampa la scorsa settimana. Un articolo dell’edizione di Bergamo del Corriere della Sera aveva parlato del nuovo servizio di ritiro dei farmaci oncologici nella casa di comunità, attivato dalla Asst Bergamo Ovest per avvicinare le cure al cittadino. Tuttavia, dal momento che nelle case di comunità non è prevista la figura del farmacista – l’unica autorizzata alla dispensazione del farmaco sia in ospedale che sul territorio -, la distribuzione così predisposta di questi medicinali poteva mettere a rischio il paziente. “La consegna di farmaci da parte di personale non abilitato alla professione di farmacista potrebbe determinare criticità sotto il profilo normativo”, hanno sottolineato Raciti e Petrosillo nella lettera inviata alla Asst e alla Ats. Il farmacista, inoltre, “garantisce consulenza in merito all’uso corretto del medicinale, alle interazioni e alla conservazione dei farmaci ad elevato impatto terapeutico e tossicologico”. Del resto, i farmaci oncologici richiedono standard “particolarmente rigorosi in termini di trasporto, stoccaggio e monitoraggio” e la dispensazione in ambienti non specificamente attrezzati e privi di una vigilanza farmaceutica strutturata “potrebbe esporre a rischi che è doveroso prevenire nell’interesse primario della salute pubblica”.

“Di concerto con la Asst cercheremo metodi alternativi, anche se l’unica possibilità sembra essere la distribuzione per conto in farmacia”, ha aggiunto Raciti, in linea con l’azione del Governo che sta portando la salute sempre più vicino al cittadino tramite la farmacia sotto casa.

“Come Ordine e come Federfarma - ha aggiunto Petrosillo -, abbiamo dato la disponibilità dei farmacisti di comunità e delle farmacie a collaborare, per organizzare un servizio che sia realmente vicino e di supporto al cittadino”.


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