Giornata mondiale aderenza terapeutica, Leopardi (Presidente Utifar): “Ruolo del medico e del farmacista è centrale”
“Il miglioramento dell’aderenza terapeutica richiede un approccio integrato che valorizzi la sanità territoriale e il rapporto diretto con il paziente. In questo contesto, il ruolo dei medici di medicina generale e dei farmacisti diventa centrale”. È quanto dichiara Eugenio Leopardi, presidente di Federfarma Lazio e presidente dell’Utifar, in occasione del 27 marzo, Giornata dell’Aderenza Terapeutica, promossa dalla World Heart Federation.
Secondo Leopardi, medici di medicina generale e farmacisti sono i professionisti che, per prossimità e continuità di relazione, “possono intercettare le difficoltà dei pazienti, semplificare i percorsi terapeutici e supportare l’uso corretto dei farmaci”. Leopardi, dunque, auspica che le istituzioni sanitarie e le Regioni affrontino “in modo strutturale” il fenomeno della mancata aderenza alle terapie.
L’Aifa registra che, in Italia, la scarsa aderenza terapeutica genera costi indiretti stimati in circa 2 miliardi di euro all’anno. Solo una quota minoritaria dei pazienti segue correttamente le prescrizioni, mentre circa la metà non è pienamente aderente. Nel caso di pazienti cronici e in politerapia, l’aderenza può scendere fino al 20%. Nella popolazione sopra i 65 anni, un paziente su tre assume più di dieci farmaci e una quota ancora più ampia è coinvolta in regimi terapeutici articolati. In queste condizioni, il rischio di errori, interruzioni o uso improprio delle terapie aumenta sensibilmente, con ricadute dirette sugli esiti clinici. Un investimento strutturale in questo ambito “oltre a tutelare la salute dei cittadini, può produrre importanti risparmi per il Servizio sanitario nazionale”, aggiunge Leopardi. La mancata aderenza, infatti, comporta un aumento di ricoveri, complicanze, progressione delle malattie e ricorso a trattamenti più costosi: “Investire oggi con maggiore forza nell’aderenza terapeutica eviterà domani costi ben più elevati. L’aderenza non è una responsabilità esclusiva del paziente, ma il risultato di un sistema che deve accompagnarlo. Rafforzare la collaborazione tra medici e farmacisti e investire in servizi territoriali significa rendere il sistema più efficace, sostenibile e vicino ai bisogni reali delle persone”.