Farmaco accessibile, la “rivoluzione gentile” che riporta i medicinali in farmacia, vicino al cittadino

Farmaco accessibile, la “rivoluzione gentile” che riporta i medicinali in farmacia, vicino al cittadino

27.03.2026


Il passaggio di alcune classi di farmaci dalla distribuzione diretta o per conto a quella convenzionata è una “rivoluzione gentile”. A definirla così è Marcello Gemmato, sottosegretario alla Salute, che ha promosso l’incontro “Farmaco accessibile: la rivoluzione gentile della prossimità. L’evoluzione del modello e dei nuovi obiettivi della distribuzione”. L’evento si è tenuto giovedì 26 marzo presso il Ministero della Salute, in vista del passaggio di una terza classe di farmaci, che sarà identificata dall’Aifa entro il prossimo 30 marzo.

Ai microfoni di FederfarmaNEWS, Gemmato anticipa che probabilmente si tratterà, di nuovo, di una classe di antidiabetici, “considerando che la malattia impatta su quattro milioni di italiani, che hanno necessità di cura e attenzione da parte del Servizio sanitario nazionale”. In apertura dell’evento, il Sottosegretario ha richiamato i dati emersi dall’indagine del Censis promossa da Federfarma che ha mostrato come “il 94% dei cittadini sia favorevole a reperire farmaci in prossimità”. Una seconda indagine del Censis “ha evidenziato che fino al 90% dei medicinali può essere distribuito sul territorio. E l’obiettivo è proprio portare quel 90% dalla distribuzione diretta alla convenzionata”. Da qui, l’impegno verso una norma che ha determinato anche una riduzione della spesa. “Il passaggio delle gliflozine – ha ricordato Gemmato – ha portato a un risparmio di 9,2 milioni di euro in un trimestre, con la stima di risparmiare 36 milioni di euro in un anno, come certificato dall’Aifa”. La farmacia “è un pezzo della sanità italiana. Favorendo la prossimità territoriale, il cittadino si cura meglio, non si ricovera, non si ammala o comunque si ritarda l'insorgenza dei sintomi, con un occhio anche ai conti dello Stato”.

Il presidente dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Robert Nisticò, si è soffermato sull’impatto della norma a livello di aderenza terapeutica. “Abbiamo condiviso questa rivoluzione strategica che avvicina il farmaco al cittadino e allevia la pressione sulla spesa diretta – ha dichiarato -. Soprattutto per chi vive nelle zone interne e per la popolazione anziana, spesso con cronicità e in politerapia, fare un passo nella direzione di avvicinare il farmaco al cittadino significa andare a migliorare l’aderenza alle terapie”. Nisticò ha ricordato che il 27 marzo è la Giornata mondiale dell’aderenza terapeutica e ha fornito i dati del fenomeno: “Il 50% di chi ha una patologia cardiaca, il 76% dei diabetici e l’80% di chi soffre di asma e Bpco non è aderente alla terapia. Quando le cure sono complesse, soprattutto se i pazienti sono anziani, si deve andare nella direzione della semplificazione e quando si spostano classi di farmaci come gli antidiabetici nelle farmacie pubbliche e convenzionate, si va in quella direzione”.

Tra gli stakeholder invitati, anche le due associazioni dei pazienti Cittadinanzattiva e FAND, l’Associazione italiana diabetici. Annalisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva, ha ricordato l’impegno dell’associazione al fianco di Federfarma nell’intercettare i bisogni dei pazienti. “I cittadini hanno un rapporto di grande fiducia e affidamento verso il farmacista in farmacia, che può andare a colmare il problema della mancata aderenza”, ha dichiarato Mandorino, definendo la riclassificazione di alcuni medicinali una “misura coerente” con la voce dei cittadini, “non solo dei malati, ma anche dei caregiver. È una riforma che parte dai luoghi marginali e per questo è efficace, perché se funziona al margine a maggior ragione funzionerà in luoghi più centrali”.

Il sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Lucia Albano, ha dato il suo contributo sull’aspetto della copertura economica della riclassificazione degli antidiabetici attivata negli ultimi due anni. “Ogni intervento normativo deve essere accompagnato da una valutazione rigorosa, continua e trasparente in merito agli effetti economici e sociali. Le risorse vanno spese bene, questo significa valutare l’impatto della norma e questo è l’approccio seguito nella riclassificazione di alcune classi di medicinali, con l’obiettivo di migliorarne l’accesso”. Sugli aspetti economici è intervenuta Erika Mallarini, docente SDA Bocconi, che ha posto l’accento sulla necessità di riformare il percorso del paziente “per favorire il successo della terapia”; in linea con il DM77, definito da Mallarini come “rivoluzionario”. “Grazie alle nuove tecnologie – ha concluso – abbiamo la possibilità di stare vicini al paziente, il punto chiave non è il costo del canale, ma il valore dell’organizzazione. L’accessibilità non è da intendersi solo come vicinanza, ma come soluzione appropriata, fruibile e che favorisce la compliance”.

Angelo Tanese, direttore generale AGENAS, ha sottolineato come la prossimità non sia un criterio applicabile a tutti i servizi, ciò che conta è che il cittadino abbia punti di riferimento sul territorio anche con una funzione di orientamento.

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