Focolaio di meningite nel Kent, è corsa al vaccino. Farmacie in prima linea

Focolaio di meningite nel Kent, è corsa al vaccino. Farmacie in prima linea

25.03.2026


Le farmacie di comunità inglesi nel Kent sono state coinvolte nella gestione delle vaccinazioni contro il meningococco B, nell’ambito della strategia per contenere il focolaio di meningite che da giorni interessa l’area del sud-est dell’Inghilterra e che ha già causato due decessi tra gli studenti, oltre a 23 casi di infezione confermati. A disporre l’intervento sono state le autorità sanitarie britanniche, con l’obiettivo di aumentare la copertura e gestire, quindi, l’aumento della domanda di vaccini e delle forniture, portando così la farmacia a essere il primo punto di contatto tra la popolazione e il sistema sanitario nella fase di maggior allarme.

A seguito della disposizione, le farmacie di comunità hanno registrato un forte aumento di richieste. Secondo la National Pharmacy Association (Npa), che rappresenta circa 6.000 farmacie indipendenti nel Regno Unito, l’87% dei presidi territoriali ha segnalato un’impennata significativa delle richieste. Tuttavia, molte farmacie hanno dichiarato di non avere scorte sufficienti per soddisfare le richieste, con le forniture che sono contingentate, motivo per cui il servizio sanitario nazionale ha reso disponibili complessivamente 20.000 dosi aggiuntive.

Nel frattempo si susseguono le rassicurazioni sulla possibilità che il focolaio dilaghi oltre i confini inglesi. Qualche giorno fa, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ha valutato come “molto basso” il rischio per la popolazione dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo (UE/SEE) di malattia meningococcica invasiva (IMD) correlata all'epidemia nel Kent, “data la probabilità molto ridotta di esposizione e infezione”. In Italia, “al momento non sono stati segnalati casi correlati al focolaio di meningite nel Kent”, ha dichiarato all’Adnkronos Salute Maria Rosaria Campitiello, capo Dipartimento della Prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del Ministero della Salute. “Abbiamo, comunque, inviato una nota informativa per rafforzare le attività di sorveglianza e garantire la tempestiva individuazione di eventuali casi sospetti, in particolare tra persone con recente viaggio nel Regno Unito”.

Condividi
l'articolo