Fondazione Longevitas, Eleonora Selvi: “Farmacie presídi chiave di supporto alla persona anziana”
Dall’educazione ai corretti stili di vita, dalla prevenzione - anche con il coinvolgimento diretto attraverso la vaccinazione - fino al contributo al monitoraggio dell’aderenza alle terapie e all’importante supporto sociale: il ruolo della farmacia nel sostegno alle persone anziane si articola su più livelli, tutti rilevanti. “È evidente che la farmacia è una sorta di filo rosso che attraversa tutti questi temi”, dichiara Eleonora Selvi, presidente della Fondazione Longevitas, in un’intervista a FederfarmaNEWS.
Selvi ricorda che “l’Italia è uno dei paesi più longevi al mondo e questa longevità, che viene spesso raccontata come un problema, è invece un’opportunità. Noi, come Fondazione Longevitas, vogliamo rovesciare questa narrazione e far capire l’importanza, per gli individui e per il sistema, di avere la possibilità di una vita che si allunga”. Tuttavia, per cambiare questo paradigma, “è importante che la longevità sia in salute, per cui bisogna investire in alcuni punti essenziali –afferma Selvi - che sono l’educazione delle persone ai corretti stili di vita, la prevenzione, la gestione corretta delle cronicità e la diagnosi precoce delle patologie correlate all’invecchiamento, per arrivare a cure tempestive e presumibilmente più efficaci, a favore di una migliore qualità di vita”.
In questo contesto, “la farmacia ha un ruolo a partire dall’educazione del cittadino, perché il farmacista è un interlocutore privilegiato e fidato. In alcuni casi addirittura, penso alle aree interne, è l’unico punto di riferimento e di contatto per i cittadini”. Il farmacista, dunque, come dispensatore di corrette informazioni sulla salute, senza dimenticare “il ruolo chiave della farmacia servizi – aggiunge Selvi -, che sarà sempre più centrale, come evidenziato dal decreto Semplificazioni, che permette alle farmacie di essere anche presidio per le vaccinazioni. E su questo è fondamentale che le regioni agiscano nella stessa direzione, per evitare che un anziano, solo in base al luogo di residenza, debba sobbarcarsi l’onere dello spostamento verso i centri vaccinali per ricevere questo importante servizio, magari costringendo i figli a prendere giornate di lavoro”.
Il farmacista in farmacia, nel supporto all’anziano, ha anche un ruolo prezioso nel monitorare l’aderenza terapeutica, nonché nel “trasmettere l’importanza di seguire correttamente le cure”. E anche nell’ambito della telemedicina “è cruciale l’intesa con i medici di medicina generale sul territorio, affinché si possa sviluppare sempre più una sinergia tra farmacia come presidio che eroga servizi – osserva - e il medico che referta e prescrive. Questo anche perché telemedicina e teleconsulto sono chiaramente uno degli elementi vincenti per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale”.
In ultimo, un aspetto da non sottovalutare è il valore sociale della farmacia: “Il farmacista, in questo caso, dispensa un servizio che va oltre l’aspetto sanitario, perché intercetta un problema che spesso viene sottovalutato che è quello dell’isolamento, della solitudine della persona più anziana – afferma Selvi -. Spesso il farmacista ha una funzione di ascolto, di rassicurazione e può segnalare alle istituzioni competenti eventuali situazioni di disagio, diventando una vera e propria sentinella di prossimità, così come ha un ruolo chiave nell’aiutare l’anziano ad interfacciarsi con la sanità digitale”. Accanto all’auspicio di vedere rafforzati tutti questi servizi, un pensiero va anche al supporto psicologo, “un esperimento che è stato già fatto in alcune farmacie. Sarebbe utile – conclude – avere degli sportelli dedicati all’interno delle farmacie per la consulenza psicologica all’anziano”.