Spesa farmaceutica, l’analisi dell’Istituto Bruno Leoni

Spesa farmaceutica, l’analisi dell’Istituto Bruno Leoni

06.03.2026


La scelta di trasferire alcune classi di farmaci dalla distribuzione diretta al canale delle farmacie territoriali è una “decisione ragionevole”, che non incide sul consumo di tali specialità medicinali e che aiuta a mettere a fuoco un problema della governance, “cioè l’idea che il contenimento della spesa debba avvenire per silos e non guardando al funzionamento del sistema sanitario nel suo complesso”. È quanto osserva un articolo pubblicato dall’Istituto Bruno Leoni, che mette in dubbio il ricorso a tetti di spesa, a favore di una maggiore efficienza del Sistema sanitario nazionale.

Secondo l’analisi pubblicata sul sito dell’Istituto, il vincolo del tetto di spesa è irrazionale in quanto l’allocazione ottimale delle singole voci di spesa, dato un certo livello complessivo della stessa, dipende da caratteristiche quali demografia e sviluppo tecnologico. Di conseguenza, il dibattito sullo sforamento della spesa farmaceutica nasce da un fraintendimento sul senso e sul funzionamento dei sistemi sanitari.

A ben guardare i dati, l’Istituto esclude che la spesa farmaceutica sia fuori controllo: nel periodo 2022-24, secondo i dati Osmed, è cresciuta del 2,8% annuo, contro un’inflazione del 3,3% (e con uno 0,8% riconducibile all’invecchiamento della popolazione). In proporzione sul Pil, dunque, la spesa è rimasta pressoché costante attorno all’1,1%. Il tema, secondo l’IBM, deve essere affrontato ripensando in modo radicale il sistema sanitario, tanto nelle modalità di erogazione delle cure quanto in quelle di finanziamento. Queste ultime, in particolare, si basano su un tetto contabile, costituito dalle risorse destinate dalla legge di bilancio alla sanità a inizio anno: “Se in passato questo può aver rappresentato un indicatore di programmazione, oggi rappresenta solo un ostacolo al dispiegamento di risorse aggiuntive” – conclude l’Istituto. “Bisogna guardare avanti tenendo presenti i trend in atto e cercando di stimolare nuovi canali di finanziamento e una migliore governance, più orientata alla qualità e alla competizione”.

Sul tema della spesa farmaceutica è tornato anche il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, affermando che “non c’è un tema di sforamento della spesa”, ma piuttosto una tendenza “positiva”, imputabile a “una popolazione che invecchia e della quale dobbiamo gestire le cronicità”. Per Gemmato, un altro fattore da tenere in considerazione riguarda i farmaci innovativi, “che possono cambiare il quadro fisiopatologico di pazienti, ma che hanno un impatto sulla spesa”. “Il trasferimento delle molecole dalla distribuzione in fascia. A alla distribuzione delle farmacie pubbliche e private convenzionate – ha aggiunto il sottosegretario - migliora la compliance alle terapie e l’accesso al farmaco”.

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