Spesa farmaceutica, le precisazioni di Gemmato al Corriere della Sera e al Sole 24 Ore

Spesa farmaceutica, le precisazioni di Gemmato al Corriere della Sera e al Sole 24 Ore

27.02.2026


Arrivano anche sulle pagine del Corriere della sera e del Sole24Ore le precisazioni di Marcello Gemmato, sottosegretario alla Salute, in merito ai contenuti dell’ultimo Dataroom sul presunto aumento di spesa farmaceutica imputabile alla nuova remunerazione per le farmacie e allo spostamento della distribuzione degli antidiabetici della classe delle gliflozine dalla distribuzione diretta a quella convenzionata tramite le farmacie.

Gemmato ha ribadito come il dato dell’aumento di spesa pari a 194 milioni di euro, certificato dall’Aifa, sia stato “travisato nella sua sostanza. In primo luogo – ha sottolineato – questa spesa era già computata nella distribuzione diretta operata dalle Asl, oggi invece viene compresa nel capitolo di spesa per la distribuzione in farmacia. Quindi si tratta di soldi già spesi dallo Stato in passato. In più, rispetto all’aumento del costo dei farmaci del 3,2% a fronte di un incremento dello 0,2% delle confezioni distribuite, il motivo è da addurre all’utilizzo di farmaci più moderni ed efficaci e non al sistema di remunerazione”.

Sul punto relativo al canale di distribuzione, Gemmato ha osservato che se è vero che le farmacie garantiscono la distribuzione per conto fungendo da tramite tra la Asl e il cittadino, “non si considera che il medicinale non è immediatamente disponibile” e questo “obbliga i cittadini a recarsi più volte in farmacia, con grandissime difficoltà quando si renda necessario reperire un medicinale a ridosso delle festività. Per questo motivo, lo spostamento dei farmaci nella farmacia sotto casa – ha affermato - garantisce uniformità di accesso alle cure su tutto il territorio nazionale”.

In ultimo, Gemmato ha richiamato il caso specifico delle gliflozine: “Nel passaggio dal canale distributivo dalla diretta alle farmacie, questa classe di medicinali è stata interessata da un processo di rinegoziazione al ribasso dei prezzi che ha portato a un risparmio di 9,2 milioni di euro per il Ssn in un solo trimestre, pari a una stima annua di 36 milioni di euro – ha precisato il Sottosegretario -. La ricostruzione di Dataroom, invece, ha preso in considerazione il prezzo di un singolo prodotto - quello che ha avuto la percentuale di sconto minore - e l’ha proiettato sull’intera classe terapeutica, che è composta da 29 molecole con condizioni di prezzo eterogenee: questo ha prodotto un risultato metodologicamente non rappresentativo e non utile alla programmazione.”

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