Dispositivi in farmacia, Federfarma Sardegna: “La criticità è amministrativa. Dialogo aperto con la Regione”
Ha fatto discutere, in Sardegna, il caso di una signora alla quale è stato chiesto un contributo extra per avere un catetere di ultima generazione in farmacia. Per fare chiarezza, sulla questione sono intervenuti il presidente di Federfarma Sardegna, Pierluigi Annis, e il presidente di Federfarma Sassari, Manlio Grandino, che hanno sottolineato come, “i dispositivi medici forniti dalle farmacie sarde sono quelli previsti dal nomenclatore nazionale recepito dalla Regione”. Il problema “deriva dal fatto che la revisione dei prezzi del nomenclatore non viene fatta da circa trent’anni, ha spiegato Annis a FederfarmaNEWS -, quindi i prezzi stabiliti all’epoca sono rimasti gli stessi”.
Dal momento, tuttavia, che i presidi di nuova generazione costano di più, “può capitare che alcune farmacie chiedano un contributo al cittadino, cosa che noi sconsigliamo”, ha osservato Annis, ma in ogni caso “le farmacie si muovono all’interno di convenzioni stipulate con la Regione e singole scelte non possono essere trasformate in criterio di valutazione generale né utilizzate per alimentare una narrazione che contrappone comportamenti più o meno solidali”.
Sicuramente, aver sollevato la questione ha un aspetto positivo: “C’è stata un’accelerazione sulla necessità di risolvere al più presto la problematica e siamo in attesa di essere convocati a brevissimo dall’assessorato alla sanità della Regione per rivedere il listino e arrivare, quanto meno, a un’uguaglianza a livello regionale– ha concluso Annis -. L’obiettivo comune resta la tutela dei cittadini attraverso soluzioni strutturali, eque e sostenibili per l’intero sistema. Siamo fiduciosi che si possa giungere rapidamente a una soluzione condivisa, nell’interesse primario dei cittadini”.