Marche, nelle farmacie al via campagna di sensibilizzazione per la vaccinazione anti-Herpes virus
Dal 24 febbraio al 2 marzo, in occasione della Settimana internazionale di sensibilizzazione sull’Herpes zoster, le farmacie marchigiane saranno impegnate nel promuovere la consapevolezza sulla malattia comunemente nota come fuoco di Sant’Antonio, sulle sue complicanze, che si aggravano con l’avanzare dell’età, e sull’importanza della vaccinazione che rappresenta l’unica arma efficace per proteggere le persone anziane e fragili, a salvaguardia di un invecchiamento attivo e in salute.
Il presidente di Federfarma Marche, Marco Meconi, ha dichiarato: “Iniziative come questa sono fondamentali per sensibilizzare sulla prevenzione e sull’importanza di conoscere i rischi che questo virus comporta. Le farmacie marchigiane sono a disposizione del cittadino per informare e fare il punto sulla vaccinazione e in quelle che hanno aderito il cittadino si potrà anche immunizzare”.
Ogni anno, l’impatto economico dell’Herpes zoster attribuibile ai ricoveri per le complicanze è elevato e ricade principalmente sugli anziani. Di contro, il vaccino è altamente efficace nel ridurre il rischio di Herpes zoster e di nevralgia post-erpetica. L’impegno delle farmacie nel promuovere la prevenzione attraverso la vaccinazione “è una conferma della volontà della categoria di favorire l’innalzamento delle coperture vaccinali, oggi inadeguate rispetto ai bisogni di salute della popolazione anziana”, ha sottolineato Meconi. Negli ultimi anni sono state più di 100 le farmacie marchigiane che hanno somministrato il vaccino contro l’Herpes zoster, con oltre 2000 cittadini immunizzati. Tuttavia, è ancora bassa la percezione del rischio di ammalarsi e dalla potenziale gravità della malattia. “Le coperture vaccinali sono da migliorare – ha concluso Meconi - visto che ogni anno, in Italia, si ammalano di Herpes zoster più di 150.000 persone, una malattia la cui severità aumenta con l’età a causa di difese immunitarie più deboli e della presenza di malattie croniche che rendono gli anziani più vulnerabili anche rispetto all’insorgenza e alla gravità delle complicanze”.