Dalla farmacogenomica alla farmacia clinica, fino all’assistenza farmaceutica e alle tecnologie digitali: sono le nuove aree fondamentali introdotte nel percorso formativo del farmacista, come stabilito dal decreto legislativo n.17/2026. Il provvedimento, che recepisce la Direttiva UE 2024/782 sui requisiti minimi di formazione per le professioni sanitarie, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale giovedì 12 febbraio.
Il testo elenca le aree della formazione del farmacista che includono, oltre alle conoscenze dei medicinali, della tecnologia farmaceutica e del controllo dei farmaci, anche le competenze relativamente alle norme che disciplinano l’esercizio delle attività farmaceutiche e della farmacia clinica, nonché della sanità pubblica, compresa l’epidemiologia, e delle sue ripercussioni sulla promozione della salute e sulla gestione delle malattie. Tra le aree sono comprese anche le conoscenze in materia di collaborazione interdisciplinare, pratica interprofessionale e comunicazione e tecnologie dell’informazione e digitali.
Il decreto riflette il parere favorevole fornito dalle competenti Commissioni parlamentari che ne hanno esaminato la bozza e che hanno riconosciuto l’importanza delle innovazioni introdotte. Le valutazioni espresse dalle Commissioni parlamentari sono in linea con le posizioni più volte espresse da Federfarma nel corso dell’iter approvativo, con particolare riferimento alla valorizzazione delle competenze del farmacista nell’ambito delle terapie personalizzate, dei servizi erogabili in farmacia e dell’integrazione nei percorsi assistenziali territoriali. “L’approvazione di questo decreto rappresenta un passaggio significativo per la professione del farmacista – commenta Federfarma - perché riflette l’evoluzione del suo ruolo come professionista sanitario di prossimità, sempre più integrato nei percorsi di cura e nella gestione della cronicità, e conferma l’orientamento delle istituzioni a valorizzare le competenze avanzate dei farmacisti”.
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