Screening colon-retto, Sicilia: nuovo accordo tra Regione e farmacie

Screening colon-retto, Sicilia: nuovo accordo tra Regione e farmacie

18.02.2026


La Sicilia punta ad aumentare le coperture nell’ambito dello screening del tumore del colon-retto e lo fa attraverso le farmacie - coinvolte nella distribuzione dei kit per il prelievo del campione per l’analisi - con un nuovo accordo “che mira a coinvolgere attivamente questi presidi nell’arruolare i cittadini”, come dichiara a FederfarmaNEWS Gioacchino Nicolosi, presidente di Federfarma Sicilia. L’accordo è stato siglato lunedì 16 febbraio tra il Dipartimento per le attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico (Dasoe) dell’assessorato alla Salute della Regione Sicilia e la Federfarma regionale.

“L’accordo rinnova la collaborazione tra le farmacie del territorio e le istituzioni sanitarie della Sicilia - afferma Nicolosi -. Si tratta di un accordo importante che ci responsabilizza nei confronti dell’Assessorato su due fronti: da un lato dobbiamo puntare a includere il maggior numero di presidi sul territorio che distribuiscano il kit e dall’altro dobbiamo agire sui colleghi e sollecitarli a proporre attivamente il test, arruolando loro stessi i cittadini”. L’obiettivo è di aumentare le coperture dello screening, “attualmente troppo basse – spiega il presidente di Federfarma Sicilia – visto che nel 2025 erano intorno al 18% della popolazione interessata. Ci auguriamo che il coinvolgimento delle farmacie possa portare a un aumento della partecipazione allo screening da parte dei cittadini”.

Come riconosciuto dall’Assessorato, le farmacie ricoprono il ruolo di presidio sanitario di prossimità, perché consentono un facile accesso agli screening da parte della popolazione. “Le farmacie, in quanto primo avamposto di sanità pubblica – dice Giacomo Scalzo, dirigente generale del Dasoe – rappresentano il luogo in cui ogni cittadino trova risposte alle proprie esigenze di salute. Offrire in modo capillare un servizio di diagnosi precoce di eventuali patologie oncologiche attraverso le farmacie permetterà un funzionamento più rapido e ottimale del servizio sanitario regionale dedicato a tali prestazioni, riducendo gli accessi alle strutture sanitarie, che avranno maggiore disponibilità per altre attività mediche”.

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