Prosegue la serie di approfondimenti sulla sperimentazione della Farmacia dei servizi: l’intervista ad Andrea Giacomelli, presidente di Federfarma Toscana, per il punto dalla Regione
In Toscana la sperimentazione della Farmacia dei servizi “è partita in ritardo, ma la decisione di prorogare di sei mesi l’accordo dello scorso anno e i colloqui finora intercorsi con la Regione ci fanno capire che a livello istituzionale è stato compreso il contributo che le farmacie possono dare sia in termini numerici, che di qualità dei servizi offerti”. Lo afferma a FederfarmaNEWS Andrea Giacomelli, presidente di Federfarma Toscana, nell’inquadrare i servizi offerti nelle farmacie di comunità, nel territorio regionale.
“Purtroppo i servizi sono partiti durante il periodo delle ferie estive, ad agosto del 2025 – racconta Giacomelli -. In particolare, lo scorso anno le farmacie sono partite con i servizi cognitivi rivolti a pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) e diabete, arruolati attraverso delle interviste e rivalutati a tre mesi usando una piattaforma messa a disposizione da Federfarma Toscana. Questo servizio è stato sicuramente ben accolto sia dalle farmacie, ma soprattutto dai pazienti”. Complessivamente, i servizi cognitivi sono stati offerti da 337 farmacie su 1100 totali.
Altro servizio attivato è stato l’holter cardiaco in telemedicina, attivo in 438 farmacie sul territorio. “In questo caso, nonostante il ritardo nell’avvio del servizio, c’è da dire che oggi la Regione assicura un sistema più performante rispetto ad altre, perché prevede la refertazione da parte della Fondazione Monasterio, che è il Centro di eccellenza regionale per le malattie cardiovascolari, e consente, così, alle farmacie di essere nella rete del CUP insieme alle altre strutture”. In questo modo, “il referto viene caricato direttamente sul Sistema tessera sanitaria, quindi il cittadino lo ritrova nel Fascicolo sanitario elettronico.”
A novembre, poi, è stato siglato l’accordo per l’adesione delle farmacie alla campagna di screening del tumore del colon-retto, che prevede sia la consegna in farmacia del kit di raccolta del campione ai cittadini sia il ritiro del campione stesso. “Tramite il sistema di distribuzione intermedia, che è un partner importante per l’attuazione di questi servizi, il campione arriva al laboratorio centralizzato regionale che si occupa della prevenzione oncologica, per l’analisi”, aggiunge Giacomelli. “Questo servizio è partito nell’area Toscana Nord-Ovest e Centro e a breve si estenderà anche all’ASL Sud-Est. Anche in questo caso, l’adesione delle farmacie è alta”, sottolinea il presidente di Federfarma Toscana. E ora c’è la proroga di sei mesi deliberata dalla Regione, “che ci darà tempo per valutare le cose con tranquillità e fare un accordo quadro interessante”.