Giovedì 29 gennaio, il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (Cipess) ha approvato il riparto tra Regioni e Province autonome delle risorse destinate al Servizio sanitario nazionale per l’anno 2025, per un totale di 136,5 miliardi di euro. Ad illustrare i dati sono stati il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato e il sottosegretario di Stato con delega al Cipess Alessandro Morelli, nel corso di una conferenza stampa. Lo stanziamento “è la conferma della volontà politica di consolidare e rilanciare la sanità pubblica come pilastro di coesione sociale e di tutela del diritto alla salute”, ha sottolineato Gemmato.
Il riparto de Fondo sanitario nazionale è stato eseguito sulla base di nuovi criteri, che prevedono maggiori risorse per le regioni meridionali. “I criteri aggiornati - ha spiegato Gemmato - prevedono una redistribuzione delle risorse sulla base del tasso di mortalità sotto i 75 anni e del coefficiente di deprivazione, che considera l’incidenza della povertà relativa individuale, i livelli di bassa scolarizzazione e il tasso di disoccupazione.”
Il Cipess, contestualmente, ha ripartito tra le Regioni i 25,3 milioni di euro destinati alla sperimentazione della farmacia dei servizi effettuata nel 2025. Riferendosi alla stabilizzazione della farmacia dei servizi prevista nella legge di Bilancio 2026, Gemmato ha dichiarato: “Rendere finalmente permanente un presidio di assistenza territoriale fondamentale per i cittadini, per facilitare l’accesso alle cure e alle prestazioni di bassa complessità è un segnale di stabilità e di programmazione.” Il finanziamento della farmacia dei servizi, nella scorsa legge di Bilancio, “è stato uno dei pochissimi provvedimenti accolto dalla quasi totalità dei gruppi parlamentari. Questo evidenzia quella che è la forza che può venire dalla rete delle farmacie nell’erogare servizi di prossimità al cittadino, anche con l’occasione straordinaria che viene offerta dalla telemedicina”.