Epatite C, a Napoli convegno su prevenzione e cura. Flovilla (Federfarma Campania): “La rete delle farmacie è strategica”
Lo screening per l’epatite C si basa su un semplice esame su sangue capillare, prelevato attraverso il pungidito, ed è indispensabile per avviare tempestivamente le terapie antivirali ad alta efficacia, che oggi consentono di eradicare l’infezione. A riprendere il tema è stato un incontro promosso nell’aula magna dell’Università Federico II di Napoli, con esperti epatologi e virologi che hanno affrontato il nodo della prevenzione, della diagnosi precoce e delle cure.
Il virus dell’HCV non sempre si manifesta e migliaia di persone convivono con l’infezione inconsapevolmente, con il rischio di andare incontro a cirrosi del fegato o tumore epatico. Inoltre, può colpire chiunque, indipendentemente dal comportamento o dallo stile di vita. Individuare le persone infette, dunque, è una strategia fondamentale, tanto che il programma nazionale per lo screening dell’epatite C (HCV) prevede che il test sia gratuito nella fascia di età tra i 37 e i 57 anni e coinvolge le farmacie aderenti.
In Campania, in particolare nella ASL della provincia di Napoli, le farmacie di comunità hanno un ruolo di primo piano nello screening. “Tre anni fa abbiamo sottoscritto un protocollo d’intesa con la Regione concordando la modalità operativa per eseguire lo screening in farmacia”, spiega a FederfarmaNEWS Mario Flovilla, presidente di Federfarma Campania. “Il protocollo prevede che possano essere sottoposti a screening gratuito i nati tra il 1969 e il 1989, ma sottolinea anche il ruolo del farmacista nel sensibilizzare la popolazione sull’importanza di sottoporsi allo screening, per aumentare l’adesione al programma, anche attraverso materiale informativo”, afferma il presidente di Federfarma Campania secondo il quale la Regione “ha riconosciuto il vantaggio della distribuzione capillare delle farmacie”.
“La strategia di utilizzare la rete di questi presidi socio-sanitari, che collaborano con i medici di medicina generale sul territorio, è vincente – conclude Flovilla –. Non sempre le iniziative del servizio sanitario pubblico riescono a raggiungere i cittadini e a dare seguito alla loro domanda di salute, per cui l’unico modo è sfruttare la capillarità della farmacia, in cui lavora un professionista sanitario preparato, che gode della fiducia del cittadino”.