Tumore della cervice uterina, mese della prevenzione: il contributo della farmacia tra informazione e vaccini anti-HPV

Tumore della cervice uterina, mese della prevenzione: il contributo della farmacia tra informazione e vaccini anti-HPV

29.01.2026


Il tumore della cervice uterina è il secondo più comune, dopo il cancro al seno, tra le giovani donne in Europa. A causarlo è principalmente il papillomavirus umano (HPV), ma la combinazione tra screening di routine e vaccinazione anti-HPV, un fronte su cui anche le farmacie stanno iniziando a svolgere un ruolo attivo, può aiutare a proteggere contro questa forma di tumore. Il tema è all’attenzione del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) in occasione del mese della consapevolezza sul cancro cervicale, che si celebra a gennaio a livello internazionale.

Secondo l’Ecdc, ogni anno, in Europa, vengono segnalati circa 33.000 nuovi casi di cancro cervicale, di cui circa 15.000 ad esito infausto. L’infezione da HPV, che è la più comune al mondo tra quelle sessualmente trasmissibili, nella maggior parte dei casi guarisce senza causare sintomi. Tuttavia, l’infezione persistente di alcuni specifici ceppi virali può portare a lesioni precancerose e cancro. La vaccinazione contro l’HPV, raccomandata sia per le ragazze che per i ragazzi, offre una protezione sicura ed efficace contro i ceppi virali associati al 90% dei casi di cancro della cervice.

Il farmacista in farmacia, con l’estensione della vaccinazione ad altre tipologie di vaccini oltre all’anti-Covid e all’antinfluenzale prevista dalla recente Legge sulle Semplificazioni, sarà chiamato sempre di più a svolgere un ruolo attivo in questo contesto. A livello sperimentale, in Italia alcune regioni sono già partite con la somministrazione dei vaccini anti-HPV, tra cui le Marche e la Lombardia. “Possiamo dire che a gennaio, almeno ogni giorno, un marchigiano è uscito da una farmacia del territorio con la vaccinazione anti-HPV”, dichiara a FederfarmaNEWS Marco Meconi, presidente di Federfarma Marche. E sebbene non sia un numero elevato, “è importante sottolineare che oltre alla somministrazione, il farmacista svolge un ruolo chiave di sensibilizzazione verso i genitori dei ragazzi ai quali è principalmente destinata la vaccinazione – prosegue Meconi -. Le madri che entrano spesso in farmacia si fidano di questo professionista, specie quando fa presente che il vaccino contro l’HPV previene una forma diffusa di tumore perché predispone i ragazzi a non essere infettati dal virus”.

Un altro aspetto importante sottolineato dal presidente di Federfarma Marche riguarda il supporto al medico da parte della farmacia: “Per effetto del particolare sistema di distribuzione delle Marche, la farmacia può rifornire il medico di medicina generale e il pediatra di libera scelta, di fatto agevolandoli nell’attività di vaccinazione dal momento che assicurano un’adeguata conservazione delle dosi e che si possono ordinare anche singole dosi, che in mezza giornata saranno disponibili presso l’ambulatorio”.

Condividi
l'articolo