Legge di Bilancio e decreto Semplificazioni, Petrosillo (Sunifar): “La farmacia riconosciuta come presidio che eroga prestazione sanitarie”

Legge di Bilancio e decreto Semplificazioni, Petrosillo (Sunifar): “La farmacia riconosciuta come presidio che eroga prestazione sanitarie”

24.01.2026


La Legge di Bilancio e il decreto Semplificazioni “per la prima volta riconoscono ufficialmente la farmacia come presidio che eroga prestazioni sanitarie” e rappresentano “un cambio di passo per tutte le farmacie di comunità e per quelle rurali in particolare”. Lo dichiara Gianni Petrosillo, presidente di Federfarma Sunifar, in un’intervista a FederfarmaNEWS dedicata alle prospettive principali che le due norme aprono per le farmacie italiane.



Dalla ricetta dematerializzata alla possibilità di estendere le vaccinazioni a tutte quelle comprese nel Piano nazionale di prevenzione, “vi è la conferma della volontà del legislatore di ampliare il ruolo di primo piano per la farmacia in ambito sanitario”, sottolinea Petrosillo citando due dei punti chiave del decreto Semplificazioni. E sebbene per alcuni provvedimenti vi sia già la piena operatività, “per altre norme bisognerà attendere i decreti attuativi, come nel caso della ricetta a valenza annuale per i pazienti cronici, così come per la prescrizione delle prestazioni che possono erogare anche le farmacie”. Nella fase sperimentale della farmacia dei servizi, spiega il presidente Sunifar, “l’erogazione di alcune prestazioni sanitarie era gestita con modalità differente tra le varie regioni. Ora si dovrà arrivare a creare una ricetta dematerializzata per prestazioni sanitarie convenzionate, con accesso in farmacia”.

Nello specifico per le farmacie rurali, poi, c’è un altro punto importante. Petrosillo richiama l’applicazione dell’art 17 della nuova convenzione che “stabilisce nuove modalità per riconoscere la ruralità”. La norma porta definitivamente, a livello nazionale, al superamento della definizione di “farmacia rurale” solo sulla base della popolazione servita, come stabilito nel 1968, per arrivare a includere, oltre a questo criterio, altri tre, ovvero il numero di turni notturni, la distanza tra la farmacia e il capoluogo di provincia e il fatturato. Un “passaggio storico”, sottolinea Petrosillo. “Ora il testimone passa alle regioni – conclude Petrosillo -, ma l’obiettivo è di evitare di nuovo la disomogeneità nelle valutazioni e nella definizione dello status di rurale”.

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