Antimicrobico-resistenza, dalle farmacie un supporto concreto all’uso appropriato degli antibiotici
20.01.2026
Nel contrasto al fenomeno dell’antimicrobico-resistenza, la farmacia può incidere in modo positivo sui sistemi sanitari, sia a livello clinico che economico, attraverso la semplice implementazione di un test per distinguere le infezioni batteriche da quelle virali, promuovendo un uso appropriato degli antibiotici, in collaborazione con il medico di medicina generale e il pediatra di libera scelta. Lo conferma uno studio condotto nelle farmacie di comunità, i cui risultati sono stati presentati martedì 20 gennaio presso il Ministero della Salute, a Roma, nel corso dell’evento “Antimicrobico-resistenza: evidenze scientifiche, sostenibilità del Ssn e nuovi modelli di sanità territoriale”. Il progetto, promosso dalla Federazione dei giovani farmacisti (Fenagifar) in collaborazione con Federfarma e Sistema farmacia Italia, è stato realizzato dall’Università di Torino con il patrocinio della FOFI.
La ricerca ha coinvolto più di 14.500 cittadini, grazie alle 778 farmacie che hanno partecipato. Dai risultati della prima fase dello studio, emerge che oltre il 60% dei cittadini interpellati sa cos’è l’antimicrobico-resistenza, ma non tutti la definiscono in modo corretto, per cui molti si limitano a una conoscenza superficiale del fenomeno. Inoltre, un quarto dei cittadini intervistati ammette di consigliare comunemente a familiari e amici l’uso di antibiotici e più del 60% afferma di conservare in casa confezioni non utilizzate, con il rischio di favorire l’automedicazione e il loro uso improprio. Nella seconda fase dello studio, in farmacia sono stati eseguiti 1.914 test rapidi per verificare la presenza di un’infezione da Streptococco A in soggetti che presentavano sintomi come, ad esempio, il mal di gola. Il 45% è risultato positivo, con punte del 59% nei bambini fino a 10 anni, e quindi inviato al medico per l’eventuale prescrizione di un farmaco antibiotico.
Il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, plaudendo all’iniziativa, ha spiegato che “l’antimicrobico-resistenza è un’emergenza che in Italia determina circa 12 mila morti. Le farmacie – ha dichiarato - possono dare un enorme contributo anche in questo, attraverso un esame semplice e in collaborazione con il medico di medicina generale”.
Marco Cossolo, presidente nazionale di Federfarma, ha sottolineato i due valori cardine della rete delle farmacie, ovvero “la capillarità e la professionalità del farmacista che vi opera”. “L’azione di Governo, dando spazio alla Farmacia dei servizi, aumenta il livello di fiducia verso questo presidio e riconosce al farmacista il ruolo centrale di esperto del farmaco – ha concluso Cossolo -; un ruolo che consente alla farmacia di partecipare fattivamente alle politiche sanitarie”.
Nel suo intervento, il presidente di Fenagifar, Vladimiro Grieco, ha ringraziato Federfarma per il supporto concreto all’iniziativa. “Il problema dell’antimicrobico-resistenza nasce sul territorio, nelle prescrizioni quotidiane e per le pressioni dei pazienti, ma anche per la mancanza di linee guida che regolino l’utilizzo di strumenti diagnostici rapidi ai fini del corretto uso degli antibiotici. Le farmacie di comunità possono dare un contributo enorme, con effetti positivi misurabili”. Il presidente della Fofi, Andrea Mandelli, ha auspicato una piena collaborazione tra i professionisti sanitari: “Non ci sarà una professione che prevale sull’altra, ma la capacità di prendere in carico la complessità del cittadino/paziente, portando avanti un discorso di ampia sinergia e interscambio di competenze”.