Riforma del Ssn, il Cdm approva il disegno di legge delega. Ecco cosa prevede

Riforma del Ssn, il Cdm approva il disegno di legge delega. Ecco cosa prevede

14.01.2026


Il Consiglio dei ministri ha approvato lo Schema di disegno di legge di delega al Governo per la riorganizzazione e il potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera e per la revisione del modello organizzativo del Ssn. Un provvedimento strategico, coerente con il Pnrr, che fissa il quadro di riferimento entro cui dovranno essere adottati i decreti attuativi, attesi entro il 31 dicembre 2026. Per il mondo delle farmacie, il ddl delega segna un passaggio rilevante perché rafforza l’integrazione tra ospedale e territorio e punta su nuovi modelli di presa in carico, con particolare attenzione alla non autosufficienza, alle cronicità e alla domiciliarità, ambiti nei quali il presidio farmaceutico è sempre più chiamato a svolgere un ruolo di prossimità.

Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha parlato di “un Servizio sanitario nazionale più moderno, coerente con il Pnrr e capace di rispondere alle esigenze dei cittadini”, ribadendo la volontà di preservare i principi fondanti del Ssn – universalità, equità e solidarietà – rafforzandoli attraverso una visione unitaria della sanità territoriale e ospedaliera. “Oggi non possiamo non avere una visione congiunta”, ha sottolineato, superando la frammentazione normativa che finora ha distinto l’assistenza ospedaliera da quella territoriale. Sul fronte ospedaliero, la legge delega aggiorna la classificazione delle strutture e introduce gli ospedali di terzo livello, poli di eccellenza con bacino di utenza nazionale o sovranazionale, pensati per ridurre la mobilità sanitaria. Accanto a questi, saranno individuati ospedali elettivi, strutture per acuti prive di pronto soccorso, destinate ad accogliere pazienti non urgenti trasferiti da ospedali di livello superiore. L’obiettivo è migliorare l’appropriatezza dell’offerta, definendo standard minimi per i ricoveri in coerenza con il modello dell’ospedale di comunità.

Per quanto concerne l’assistenza territoriale, il provvedimento punta a garantire un adeguato livello di cure alle persone non autosufficienti attraverso standard di personale, continuità assistenziale e promozione della domiciliarità, “anche nell’accesso al farmaco”. Un passaggio che può rafforzare il ruolo della rete territoriale delle farmacie nella distribuzione e nell’erogazione delle terapie, soprattutto per i pazienti fragili e cronici, e che si inserisce nel più ampio disegno di avvicinare i servizi sanitari ai cittadini. Il ddl delega prevede inoltre il rafforzamento dell’integrazione tra interventi sanitari e socioassistenziali, il riordino dei servizi di salute mentale, il potenziamento dei sistemi informativi sanitari e la valorizzazione della bioetica clinica come strumento di umanizzazione delle cure. Un ulteriore tassello riguarda il riordino della disciplina dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, con l’obiettivo di rafforzarne il contributo nell’assistenza territoriale. Dopo il varo del DDL delega, la riforma del Ssn passa all’esame del Parlamento. Una volta approvata la legge, il Governo dovrà emendare i decreti legislativi attuativi.

Condividi
l'articolo