Scelta delle terapie, quanto pesa il fattore tempo: la survey di Quotidiano Sanità
Quasi un professionista sanitario su due indica che gli adempimenti burocratici collegati alle prescrizioni mediche sono il fattore che incide di più sulle decisioni professionali. A risentirne sono soprattutto il dialogo con il paziente, l’educazione all’aderenza e la personalizzazione della cura. Sono i principali dati emersi da una quick survey di Quotidiano sanità, che ha coinvolto 608 professionisti sanitari e che ha indagato il peso della pressione temporale nella pratica clinica quotidiana.
Per il 48% degli intervistati, il peso maggiore in termini di tempo deriva proprio dalla compilazione burocratica legata alla prescrizione, mentre la valutazione iniziale del paziente è indicata dal 26% e la spiegazione al paziente dal 13%. Seguono il follow-up e la gestione di effetti collaterali o dubbi, (entrambi al 5%). In ultima posizione, la scelta della terapia (3%). Anche la percezione del tempo disponibile conferma la portata del problema: per il 44% dei professionisti sanitari interpellati, il tempo a disposizione è insufficiente in almeno una visita su quattro, mentre il 15% dichiara di lavorare con tempi insufficienti in almeno tre visite su quattro.
Tra le principali fonti di pressione figurano le attività amministrative, per il 29% degli intervistati, e il numero di pazienti o la gestione dell’agenda, per il 24%. Seguono la complessità clinica dei casi (14%), gli strumenti informativi inefficienti (12%), la necessità di dedicare tempo alla spiegazione al paziente (12%), il coordinamento con altri professionisti (9%). Le conseguenze si riflettono sull’intero percorso assistenziale, soprattutto la necessità di più visite o contatti successivi per chiarimenti, indicata dal 25% degli intervistati, seguita dalle scelte terapeutiche più conservative, indicate dal 19%.
Di fronte a questo scenario, i professionisti auspicano la riduzione della burocrazia prescrittiva per restituire tempo clinico, come chiede il 50% del campione. Seguono la disponibilità di strumenti digitali sintetici e integrati (19%), un maggiore supporto di team (14%) e una migliore organizzazione dell’agenda con slot dedicati ai casi complessi (11%).